Ciò che il Whisky non dice

Pino Perrone presenta Glencadam

Quando l’aroma di un Whisky acquista una delicata nota letteraria, è Pino Perrone a guidare la degustazione.  Del Frate Ristorante e bottiglie GlencadamAppassionato di musica, cinema e letteratura, ma soprattutto un fine conoscitore di distillati (e non solo!), Perrone ha curato le edizioni italiane di diverse opere dedicate ai distillati, tra cui “Iconic Whisky” e “Whisky. Dai single malts scozzesi alle distillerie artigianali” di Cyrille Mald pubblicati presso L’Ippocampo rispettivamente nel 2015 e nel 2021; è stato giudice internazionale nel 2016 per Nikka Perfect Serve e dal 2018 al 2021 per Spirits Selection of the Concours Mondial de Bruxelles. Dal 2012 al 2019 è stato tra gli organizzatori del Roma Whisky Festival, è autore di articoli per riviste del settore, docente di corsi sul whisky e relatore di numerose degustazioni. La passione per i distillati, nata nel ’92 a seguito della lettura di Manuel Vázquez Montalbán come spiega Perrone, non fatica a trasparire durante la Master Class dedicata alla distilleria Glencadam con degustazione di quattro annate di Whisky: una verticale di maturazione a patire dal Glencadam invecchiato 10 anni e a seguire con un 13 anni, 15 anni per concludere con un 17 anni.

 

 

Il Whisky è una forma d’arte

 

È presso lo storico Ristorante del Frate che inizia la Master Class dedicata a Glencadam, un percorso non solo gustativo, ma interamente sensoriale che si apre a contaminazioni letterarie come rivelano le numerose citazioni che Perrone non manca di fare e che presto troveranno un’ideale dimora in un unico volume dedicato proprio alle menzioni fatte in Letteratura sul noto distillato (dal 1782 fino ai contemporanei novecenteschi come Murakami). Degustazione Whisky bicchiere tulipano. Un’opera dalla lunga gestazione che, proprio come un Whisky di lunga maturazione, non deluderà le aspettative! Pino Perrone introduce Glencadam Whisky Il Whisky come “forma d’arte” è l’approccio non convenzionale che Perrone propone ai neofiti e che si dimostra importante per andare oltre le etichette note e le tendenze passeggere, per trovare un prodotto unico e un’esperienza unica. Qual è, dunque, il punto di partenza di questa ricerca? L’educazione visiva, ma soprattutto olfattiva è essenziale per dare un’identità al Whisky che stiamo conoscendo, questo infatti può essere privo di un bouquet di aromi con una loro persistenza, spiega Perrone, e per quanto possa apparire affascinante, risulterà “monocorde”. Altro elemento fondamentale, continua l’esperto Perrone, è il tempo. Un tempo non solo destinato alla fruizione e degustazione del distillato, ma un tempo dilatato che consenta la piena “espressione del prodotto” e favorisca anche l’individuazione della persistenza aromatica, la quale può conferire un carattere specifico al Whisky scelto.

Il Whisky nel mondo

 

Arricchire il bagaglio olfattivo diventa quindi un’esigenza per chi desidera addentrarsi nel mondo del Whisky e imparare ad andare “in un mondo di sole evidenze” oltre la superficie e oltre i confini tracciati dalla lingua celtica. Il Whisky ha ampliato la sua portata geografica, in parte grazie alla reperibilità delle sue componenti (un cereale, acqua, lievito e, in alcune tipologie, torba), in parte grazie all’accresciuto interesse di molti paesi nei confronti di questo prodotto; l’invito di Perrone è di tenere alta l’attenzione verso l’elegante ed equilibrata produzione francese, ma anche verso il Whisky prodotto in Germania che vanta già il doppio delle distillerie scozzesi e che può riservare in futuro gradevoli sorprese. Ma facciamo un passo indietro e torniamo in Scozia, dove, a due anni di distanza dal Excise Act (legge grazie alla quale la distillazione è stata una volta per tutte regolamentata e tassata, e che ha permesso ai distillatori clandestini di uscire dall’anonimato), nel 1825 nasce la distilleria Glencadam e dove inizia la nostra Masterclass. Una lunga storia alle spalle di questa distilleria alla quale, spiega Perrone, curiosamente non molti storici del Whisky hanno riservato la dovuta attenzione. Prendiamo ad esempio la scarsa pagina dell’opera “Whisky Distilleries of the United Kingdom” di Alfred Barnard (uno dei padri fondatori della Storia del Whisky) pubblicato nel 1887, o ancora a distanza di cento anni, nel 1987, il mite giudizio espresso da Michael Jackson in “The World Guide to Whisky”. Un cambiamento di rotta si ha intorno ai primi anni duemila, quando si manifesta nel pubblico un desiderio di “ritorno alle origini”, come lo definisce Perrone, andando oltre Bottiglie di Glencadam con bicchiere tulipano in primo piano. la lunga fase di dominio dei Blended (tipologia Whisky frutto della combinazione tra diversi tipi di Whisky provenienti da una o più distillerie). Le tipologie di Glencadam proposte durante la degustazione sono Single Scotch Malt vale a dire prodotte in una sola distilleria, contenenti 100% malto d’orzo e distillate più volte in alambicchi a colonna in rame; l’alta gradazione alcolica (46% vol) fa in modo che in ogni singolo bicchiere gli aromi si sviluppino in autonomia e rendano unica l’esperienza olfattiva e gustativa di ogni assaggio. E così da un Whisky maturato per 10 anni, passiamo alle note più intraprendenti di un 13 anni e a quelle più decise del Whisky maturato 15 anni, chiudiamo con l’intensità e la fermezza della Riserva De Porto del 2004 che 17 anni di maturazione hanno sprigionato nel bicchiere.

Il nostro percorso nel mondo di Glencadam finisce (o inizia) qui e ci lascia una sensazione di calore e di completezza per la quale dobbiamo ringraziare la nostra guida, il Maestro Pino Perrone.

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